Don Matteo, criticata la scelta di Raoul Bova: fan in rivolta

Alcuni fan storici della fiction Don Matteo non hanno gradito la scelta di sostituire Terence Hill con Raoul Bova.

Il rapporto degli spettatori con i prodotti seriali è complesso. Da un lato vorrebbero che le storie non finissero mai e che quel mondo che hanno imparato ad amare continuasse a vivere in eterno, dall’altro si pretende che quella narrazione rimanga avvincente e di alto livello sino alla fine e che non ci siano cambiamenti sostanziali. Il fatto è che per continuare una serie, una fiction o una soap per lungo tempo ad uno stesso livello c’è bisogno sia di una scrittura che sia originariamente pensata per durare nel tempo, sia la necessità di effettuare dei cambiamenti drastici.

Il caso di Don Matteo in tal senso può essere emblematico. La fiction ha una struttura “tradizionale” in cui gli eventi narrati nella singola puntata non hanno necessariamente un filo conduttore l’uno con l’altro, ma i personaggi si muovono all’interno di una macro storia, legata principalmente ai rapporti affettivi o a scelte di vita, che dà un senso di progressione narrativa. Nel corso degli anni alcuni personaggi principali ed altri secondari hanno abbandonato il paese di Gubbio e dunque sono scomparsi dalla fiction. Adesso, però, per esigenze esterne dovrà essere cambiato il protagonista.

Un simile cambiamento non rientra nelle scelte di copione per dare un senso di progressione al mondo di Don Matteo, ma è semplicemente legato al fatto che l’attore che lo ha sempre interpretato –Terence Hill– ha comunicato la volontà di non far più parte del progetto. Proprio per via della natura tradizionale della fiction, interamente incentrata sul personaggio di Don Matteo (dal quale prende anche il nome), la sostituzione del protagonista risulta una scelta straniante e per certi versi anche pericolosa.

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Don Matteo, alcuni fan non accettano la scelta di Raoul Bova

Il personaggio interpretato da Terence Hill non è solamente il protagonista principale, è tutto ciò che regge la fiction. Cambiarlo significa modificare radicalmente il prodotto e consegnare ai telespettatori qualcosa di differente, seppure sicuramente familiare. Con l’addio di Don Matteo, la serie diventerà qualcosa di diverso e se questo qualcosa sia di gradimento per il pubblico o meno lo si dovrà capire solo con il tempo. Viene da chiedersi se a questo punto non sarebbe stato meglio evitare di fare una 13a stagione, ma gli autori hanno pensato di produrre una stagione di passaggio per capire se il pubblico avrebbe gradito e se c’è spazio per una 14a stagione che non prevede Don Matteo in nessuna puntata.

C’è chi, come un lettore di ‘Nuovo Tv‘, ha già deciso che questo cambio non ha senso e scrive ad Alessandro Cecchi Paone (autore di una rubrica sulla tv proprio sul settimanale) che avrebbe preferito che la serie venisse a quel punto interrotta: “Avrò forse qualche pregiudizio, ma questa situazione è, per me, inaccettabile: Don Massimo – Così si chiamerà – sarà pure bello, ma non trasmetterà mai le emozioni, belle e rassicuranti, che mi dà Terence Hill”.

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In risposta al lettore, Alessandro Cecchi Paone fa capire di comprendere il perché di una simile posizione, ma lo invita in ogni caso a dare una chance alla fiction, sicuro che gli autori saranno in grado di creare un prodotto di suo gusto: “Raoul è bravo e ringiovanisce il ruolo. In fondo anche nella realtà i sacerdoti non sono più gli stessi, per quello che dicono e come lo dicono. Lasciamolo abituarsi (abituarci) alla novità, sono certo che a fine stagione chi ama il genere si sarà affezionato anche a Bova in abito talare”.

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