Razzo cinese in caduta incontrollata: potrebbe “colpire” l’Italia

Un razzo cinese è in caduta libera sulla Terra. La comunità scientifica sta cercando di calcolare la possibile direzione dei detriti che scaturiranno dall’impatto con l’atmosfera. Ma è un calcolo molto complicato.

Un razzo cinese in caduta sulla Terra

Il razzo lanciato dalla Cina alcuni giorni fa, il Long March 5B, è fuori controllo e in caduta libera verso la Terra. Il razzo avrebbe dovuto portare in orbita il primo modulo della nuova stazione spaziale cinese, primo passo verso la conquista di una porzione dello spazio da parte del Paese orientale. Parliamo di razzo dal peso di oltre 20 tonnellate, il quale secondo gli esperti soltanto in parte sarà distrutto dall’impatto con l’atmosfera terrestre. Alcuni grandi pezzi, dunque, potrebbero schiantarsi al suolo sulla Terra. Ed è dunque partita la corsa per lo studio delle possibili traiettorie di tali frammenti. Una situazione che ricorda una vicenda analoga accaduta lo scorso anno, con un medesimo razzo della stessa classe.

In quell’occasione alcuni pezzi del razzo caddero nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico. Altri invece su alcuni villaggi della Costa D’Avorio. Un’incidente causato da medesime cause. Secondo gli esperti – che accusano la Cina – non è accettabile lanciare in orbita, prevedendo il ritorno in atmosfera, razzi con stadi centrali di oltre 30 metri di lunghezza. Lo ha ribadito il Professore Jones Jonathan McDowell, astronomo dell’Università di Harvard, al sito Spacenews. McDowell da anni si occupa di oggetti che orbitano intorno alla Terra, ha spiegato che da oltre 30 anni le agenzie aereospaziali non lasciano in caduta libera oggetti che superano le 10 tonnellate. La caduta di tali oggetti, controllata, finisce in un angolo remoto dell’Oceano Pacifico. Diversamente, una cifra superiore, potrebbe non essere controllabile.

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Un calcolo difficile

Il razzo cinese viaggia ad una velocità di 7km al secondo. E impiega un tempo di circa 90 minuti per compiere l’intero giro del pianeta. Stando ai primi calcoli degli esperti, dovrebbe cadere sulla Terra in un lasso di tempo che va dal 10 al 16 maggio. Una stima più precisa si potrà avere tra alcuni giorni, quando si avvicinerà ancora di più al nostro Pianeta. Intervistato dall’Ansa, il Professore Luciano Anselmo dell’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa ha dato qualche stima circa il futuro scontro.

Ha spiegato: “Potrebbe avvenire nella fascia compresa fra 41,5 gradi a Nord e 41,5 gradi a Sud. E che comprende anche l’Italia centrale e meridionale”. Ci sono variazioni significative di cui tener conto, come l’attività solare e la grande velocità del razzo. Intanto, la comunità scientifica internazionale spinge con forza per una normativa che possa evitare tale situazioni di pericolo in futuro.