Attenzione al Reddito di Cittadinanza: alcuni cittadini rischiano di perderlo

Il Reddito di Cittadinanza ha permesso a numerose famiglie di vivere una migliore condizione quotidiana, in attesa della giusta occasione lavorativa, ma al tempo stesso esistono delle condizioni che mettono a rischio perdita il sussidio in questione.

Nel corso degli ultimi anni, fin dal 2018 quando il Movimento 5 Stelle ha portato avanti con successo una delicata propaganda elettorale, a riscuotere molti consensi è stato l’incentivo economico del Reddito di Cittadinanza. Ovvero, un incentivo economico che ha permesso agli italiani di provvedere ad una situazione disdicevole dettata dalla precarierà del lavoro nella nazione, mettendo loro a disposizione un assegno mensile e del personale che si occupasse della selezione del lavoro a seconda del profilo di riferimento.

Un’azione nobile ma che, al tempo stesso, può essere minata da vari fatti come alcuni importanti dettagli riguardanti il profilo dell’utente e che possono entrare in netto contrasto e far perdere il Reddito di Cittadinanza.

Reddito di Cittadinanza: quando si corre il rischio di perderlo?

Lo scopo del Reddito di Cittadinanza è quello di fare in modo che il richiedente venga messo nelle condizioni di provvedere al suo mantenimento e a quello della sua famiglia, percependo un assegno mensile calibrato a seconda delle esigenze. In questo frangente verranno fatte delle proposte lavorative che dovranno essere accettate o rifiutare, per un massimo di tre proposte.

L’accettazione, dunque, rappresenta un criterio che determina la perdita del sussidio economico in questione… ma esistono altri fattori di rischio. Ecco di cosa si tratta.

LA CARD DEL REDDITO DI CITTADINANZA
TESSERA

Fattori di rischio per chi è titolare del sussidio

Per coloro che sono titolari del Reddito di Cittadinanza, dunque, i fattori di rischio che determinano la perdita del sussidio in questione sono molteplici, ai quali bisogna prestare costantemente attenzione. Eccoli di seguito:

– Mancata sottoscrizione nei tempi previsti la DID, ovvero la Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, il Patto per il lavoro oppure il Patto per l’inclusione sociale;
– Mancata partecipazione alle iniziative formative o di riqualificazione;
– Mancata accettazione delle tre offerte di lavoro congrue;
– Mancate comunicazioni previste in caso di variazioni di lavoro o del nucleo familiare e non si presenta l’Isee aggiornato.