Lutto nel Giornalismo: è morto Pino Scaccia, era malato di Coronavirus

Il Mondo del Giornalismo dice addio ad uno dei suoi più grandi protagonisti: è morto a causa del Covid-19 l’inviato Rai Pino Scaccia.

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Tra le vittime mietute dalla pandemia in queste ultime ore, si aggiunge anche uno dei più grandi inviati della storia recente del giornalismo italiano. Il direttivo dell’Usigrai ha infatti comunicato, in una nota, che nelle scorse ore è venuto a mancare Pino Scaccia, storico inviato della Rai che per decenni ha lavorato come corrispondente all’estero del Tg1.

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Sappiamo che il giornalista aveva contratto il Covid-19 e che da qualche giorno era ricoverato all’Ospedale San Camillo di Roma. Come spesso capita quando si affronta l’infezione da Covid-19, le sue condizioni di salute sono peggiorate improvvisamente ed i medici non hanno potuto fare nulla per salvargli la vita. Pino Scaccia muore a 74 anni, nella sua Roma, città che gli ha dato i natali e nella quale ha mosso i primi passi nella carriera giornalistica.

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Morto Pino Scaccia, chi era il giornalista della Rai

Nato a Roma il 17 maggio del 1946, Pino Scaccia ha intrapreso l’attività giornalistica sin da giovanissimo. Giunto alla Rai negli anni ’80, il giornalista ha seguito tutti gli eventi più importanti degli ultimi 40 anni come inviato sul campo. Per il Tg1 è stato il corrispondente durante la Guerra del Golfo, ha seguito il processo di disgregazione dell’URSS ed il conflitto nell’ex Jugoslavia. E’ stato corrispondente per la Rai anche in Afghanistan e Libia.

Oltre al lavoro come corrispondente, nei lunghi anni di carriera Scaccia ha realizzato alcuni reportage di grande importanza. Oltre ad essere stato il primo giornalista italiano ad entrare a Cernobyl dopo l’esplosione della centrale nucleare, è stato anche il primo giornalista a trovare i resti di Che Guevara. Alla Rai ha ricoperto anche il ruolo di capo redattore dei servizi speciali del Tg1.

Docente universitario alla Lumsa di Roma per il master in giornalismo, Pino Scaccia ha scritto anche 15 libri, l’ultimo dei quali pubblicato quest’anno con il titolo ‘Un inverno mai così freddo come nel 1943’. Nell’ultimo periodo era diventato blogger e scrittore a tempo pieno, preferendo vivere stabilmente ad Ostia dopo una vita passata in giro per il mondo.

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