Vaccino Covid, Silvestri: siamo alle fasi finali. A Natale? E’possibile

Il professor Guido Silvestri ospite di In Mezz’ora con Lucia Annunziata sui Rai Tre parla del vaccino anticovid.

guido Silvestri
Guido Silvestri, professore di fama mondiale: vaccini promettenti

Nel giorno in cui arriva il nuovo DPCM che vede l’Italia scivolare nel buio di un soft lockdown, arrivano anche le rassicurazioni del professor Guido Silvestri sul futuro vaccino anticovid.

Il professore, direttore del dipartimento di Patologia Generale e Medicina di Laboratorio alla Emory University di Atlanta, ospite della trasmissione di Lucia Annunziata In Mezz’ora avalla le misure adottate dal Governo sottolineando la necessità di interrompere l’aumento esponenziale dei casi e annuncia le buone notizie che giungono dal fronte dei vaccini.

Il professor Silvestri, studioso di fama mondiale,

Guido Silvestri
Il professor Guido Silvestri immunologo di fama mondiale

è dall’inizio della pandemia un dispensatore di speranza e ottimismo. Ma un ‘ottimismo che deriva dalla scienza e dalla conoscenza’ com’è ribadito sulla pagina Facebook Pillole di Ottimismo’ che gestisce assieme ad una squadra di importanti professionisti tra cui il dottor Paolo Spada, chirurgo vascolare all’Humanitas di Milano, anche lui ospite oggi dell’Annunziata.

Essere consci di quanto sta succedendo, affrontare la realtà, confidando però nella Scienza e nei suoi progressi. E sul fronte vaccini di progressi ne sono stati fatti tantissimi. Da quel giorno di febbraio in cui allo Spallanzani di Roma venne isolato il genoma del coronavirus responsabile della Sars-Cov-2 sono passati solo 8 mesi ma sono stati fatti passi da gigante.

Il vaccino anticovid a Natale: è possibile

Il premier Giuseppe Conte nella conferenza stampa di presentazione del nuovo DPCM ha rivelato che a dicembre potrebbero essere già distribuite le prime dosi di vaccino alla popolazione. Un’affermazione che ha reso immediatamente meno amaro l’insieme delle nuove regole, ma ha fatto alzare più di un sopracciglio: è davvero possibile?

A spiegare come stanno le cose sul fronte dei vaccini è il professor Silvestri. “Sono numerosi i candidati vaccini che sono alla fine della Fase 3. Questi presto saranno valutati per l’uso di massa. La tempistica non si sa, si spera il più presto possibile. C’è da dire inoltre che sono tutti vaccini promettenti”.

E Natale? “Con sicurezza non si può dire che lo avremo a Natale, ma non si può dire nemmeno il contrario” ha spiegato a Lucia Annunziata il professor Silvestri.

“Faccio spesso una similitudine con la fine di Hitler nel 1945 – ha proseguito Silvestri per chiarire meglio la situazione- Ora è come se fossimo a gennaio del 1945. Se avessimo chiesto a Churchill alla conferenza di Yalta quando sarebbe finita la guerra non ci avrebbe saputo dire il giorno, ma sapeva che la guerra sarebbe finita di lì a poco. Ecco, noi siamo come Churchill”. “La guerra – dunque – si andrà a vincere”.

Spada: misure necessarie, va fatto uno sforzo per il bene di tutti

Ospite della trasmissione di Lucia Annunziata è anche il dottor Paolo Spada, chirurgo vascolare all’Humanitas di Milano che assieme al professor Silvestri gestisce come abbiamo detto la pagina Facebook ‘Pillole di Ottimismo’, un faro di realismo, sincerità, accortezza e umanità sui social.

Riguardo le misure prese dal Governo Spada spiega che l’unico modo per fermare il contagio è bloccare l’interazione fra le persone. Mostra i grafici che spiegano più di qualsiasi discorso come le terapie intensive si stiano nuovamente riempendo. Non siamo ai livelli di marzo, ma il rischio è che non intervenendo ci si arrivi molto presto. Per questo il nuovo DPCM era indispensabile. “Qualsiasi misura si prenda ha bisogno di 10/15 giorni per mostrare la sua efficacia” ha spiegato Spada. La speranza è che gli ospedali reggano in questo lasso di tempo.

A chi accusa l’Italia di non aver fatto nulla il dottor Spada rivela “L’Italia è stata fra i migliori Paesi d’Europa per tracciamento dei contatti. Il sistema è stato davvero efficace per lungo tempo. Un sistema di sorveglianza molto attivo ed è stato fatto davvero e per bene, non come la Francia che si è ritrovata subito con 1000 contagiati”. Ma poi cos’è successo? “Le risorse per gestire un sistema del genere sono limitate e non sono state aumentate. Quando poi c’è stata la ripresa per motivi sociali e stagionali, il tracciamento non ce la fa a star dietro e sfugge”.

Ora dunque il numero dei positivi cresce e non è più possibile stargli dietro. Unica soluzione chiudere. A chi si oppone, a chi nega, a chi minimizza il dottor Spada risponde: “Serve uno sforzo di dignità e di nobiltà per chi sta male”.

 

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