Coronavirus Italia, bollettino 14 ottobre: perché c’è da preoccuparsi

Il bollettino di oggi 14 ottobre: record di tamponi, stabile la percentuale, crescono i ricoverati in terapia intensiva

Oggi record di tamponi e anche record di positivi. Ben 152.196 i test effettuati e 7332 le persone risultate positive. Mai così tanti tamponi effettuati da inizio pandemia e mai così tanti nuovi casi scovati. Numeri altissimi in Lombardia e nella provincia di Milano. 

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Aumentano i ricoverati

Rispetto a ieri percentualmente c’è una variazione negativa sul numero dei nuovi casi: ovvero ieri nel rapporto fra tamponi e positivi la percentuale era 5.2%, oggi del 4.8%. Ma questa oscillazione non ci deve far esultare. Tutt’altro. Intanto perché le variazioni si valutano di settimana in settimana e non su base giornaliera; e poi perché rispetto a ieri ci sono 29 ricoverati in più in Terapia Intensiva. E come sappiamo uno degli aspetti più preoccupanti è proprio la saturazione dei posti letto disponibili.

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Coronavirus, analisi dati: aumentano le terapie intensive

Nelle ultime quattro settimane l’andamento della pandemia ha visto un vistoso aumento in Italia. Riportando l’analisi fatta dal dottor Spada di Pillole di Ottimismo, “la media su sette giorni nelle ultime quattro settimane, è stato: 2,78%, 3,04%, 3,85%, 6,42%.”

E a tutti coloro che dicono ‘sì, ma sono asintomatici’ bisogna far vedere i dati delle ospedalizzazioni. Attualmente ci sono 5.470 persone ricoverate in Italia un numero ben distante dal 4 aprile quando  i ricoverati erano 29010. Quindi molto molto di meno. Bene, ma in realtà male, perché stanno aumentando e purtroppo vertiginosamente. Se la settimana scorsa l’incremento medio era di 73 persone, nell’ultima settimana l’aumento medio è stato di 191.

E ora il dato dei pazienti in Terapia Intensiva. Attualmente ci sono 539 persone in Terapia Intensiva. Il 3 aprile erano 4086. Dunque anche in questo caso i numeri sono ancora lontani dai momenti più drammatici. E ci mancherebbe. Ma quello che preoccupa e desta allarme e fa scattare le misure preventive e ipotizzare lockdown è la progressione. A luglio in Terapia Intensiva c’erano appena 39 persone. E non è che sono i tamponi a creare i malati. Più casi ci sono più aumentano proporzionalmente i malati gravi. E un altro dato che emerge è l’età media dei ricoverati in TI che si è abbassata rispetto alla prima ondata.

Gli effetti delle ultime misure precauzionali prese dal governo li vedremo solo fra un paio di settimane. E sarà quello che succederà fra 15/20 giorni a farci capire in che situazione ci troviamo. Se dovremo stringere ancora di più o se l’Italia riuscirà a gestire la pandemia senza ulteriori sacrifici.