Lo Stato Sociale: “La nostra parte resta quella degli scappati di casa”

Il gruppo Lo Stato Sociale torna a Sanremo. La  loro esibizione è attesissima. Dopo il grande successo dell’ultima partecipazione, il pubblico nutre delle grandi aspettative nei confronti del gruppo.

Lo Stato Sociale nasce nel 2009, dall’idea, dall’estro e dalla passione di: Alberto Cazzola, Lodovico Guenzi e Alberto Guidetti. Nel 2011 si aggiungono poi Enrico Roberto e Francesco Draicchio. Corre l’anno 2010 quando la band al completo, presenta al mondo musicale un l’EP, Welfare Pop. L’anno successivo i ragazzi danno inizio alla loro collaborazione con la Garrincha Dischi e presentano il loro secondo EP,  Amore ai tempi dell’Ikea.

Nel 2012 esce il primo album, Turisti della democrazia. L’anno successivo, nel 2013 l’album viene ripubblicato ma con delle novità annesse. Viene infatti proposta anche una versione rivisitata di Sono così indie e ci sono inoltre ben due inediti. Inoltre, il gruppo realizza delle cover e si avvale della collaborazione di cover dei 99 PosseGiovanni Gulino dei Marta sui tubi e i Gazebo Penguins. Il successo del loro album è grande, e i ragazzi si aggiudicano Targa Giovani Mei ed il Premio SIAE “Miglior Giovane Talento dell’Anno”.

Nel frattempo, ogni membro del gruppo pubblicherà un proprio pezzo. L’idea dei ragazzi nasce dall’esigenza di far conoscere al pubblico le loro diverse personalità artistiche, senza però perdere di vista la band e il concetto di gruppo, che porteranno sul palco dell’Ariston. “Ma questo progetto non è nato in ottica Sanremo: c’era da prima, Sanremo ci ha sparigliato le carte. E comunque sì, lì andremo come fronte unito, a fare i vecchi saggi della situazione. Anche se la nostra parte resta quella degli scappati di casa, a proprio agio con le scarpe sbagliate. Saremo quelli che conoscono chi c’era prima e chi è arrivato adesso, quelli che faranno limonare la Vanoni con Fulminacci per capirci. Ti vorrei dire quelli che conoscono l’underground, ma non ci sto più capendo un cazzo e non so neanche se si possa definire così”ha dichiarato “Carota” nel corso di un’intervista per Rolling stone, riguardo al progetto in questione.

Il ritorno a Sanremo dopo la vittoria

Tornano a Sanremo per farsi portavoci di un messaggio importante. “Il mondo della cultura italiano deve ricordarsi che non c’è bisogno di tornare alla normalità, perché proprio la normalità era il problema. Il punto non è l’estetica, ma il sistema produttivo. Non va bene vivere in un Paese in cui la gente crede che se si chiudono i live club ci rimettiamo noi del disco di platino, quando in realtà ci sono tecnici senza paracadute sociale che lavorano otto ore al giorno. E non va bene un mondo in cui loro spariranno e i giganti della discografia, bene o male, resteranno in piedi. Come non va bene che chiuderanno ristoranti e piccole aziende, mentre Amazon prolifererà ancora. Insomma: alla fine di questo strano tunnel che è la pandemia, potremmo trovarci in un mondo in cui i ricchi hanno vinto e i poveri… sono semplicemente scomparsi. Anche per colpa nostra eh, che nel settore della musica, per esempio, non abbiamo mai intrapreso una lotta sindacale forte. Ma la questione resta”- dichiara Lodo.