Piero Giacomelli, non solo Milan-Roma: tutti gli errori dell’arbitro triestino

Ieri sera l’arbitro Giacomelli ha condizionato l’andamento di Milan-Roma con due rigori inesistenti, ma gli errori di ieri non sono i primi della sua lunga carriera.

Websource

Il posticipo del lunedì della 5a giornata di Serie A si è concluso con un pirotecnico 3-3 tra Milan e Roma. Una partita decisa dalle giocate dei singoli, ma anche dagli errori individuali. I rossoneri possono sicuramente recriminare con la sorte per l’assenza last minute di Gigio Donnarumma. Il portierone della nazionale, infatti, è stato fermato poco prima di poter scendere in campo perché positivo al Coronavirus. La sua assenza si è sentita sia in occasione del primo gol (Tatarusanu è andato a vuoto sul corner di Pellegrini) che in occasione del secondo, quando la sua mancata presa ha permesso il contatto tra Bennacer e Pedro.

Qualcosa da recriminare l’avrebbero anche sull’arbitraggio di Giacomelli: proprio nella seconda occasione, la concessione del rigore ai giallorossi è stata alquanto generosa. Tuttavia il direttore di gara ha riequilibrato i torti, concedendo un rigore al Milan altrettanto generoso. Se, quindi, dal punto di vista del risultato, l’arbitro triestino non ha influito in maniera decisiva, gli errori hanno contribuito a modificare l’esito e l’andamento della gara. Dopo i due rigori concessi, la partita si è “incattivita” ed i giocatori sono apparsi più nervosi in campo.

Tutti gli errori dell’arbitro Giacomelli

Il risultato della cattiva gestione della partita di Giacomelli è stato che il giorno dopo non si parla dei gol o delle prestazioni dei singoli, ma della direzione di gara dell’arbitro. Ad alimentare le critiche c’è l’ostinazione che il direttore di gara ha avuto nell’assegnare i due penalty, decidendo di non avvalersi del Var, uno strumento che gli avrebbe permesso di comprendere gli errori commessi. I tifosi, gli esperti e gli opinionisti si chiedono dunque se non sia necessario che si obblighi i direttori di gara ad avvalersi del supporto tecnologico quando si trovano di fronte a decisioni importanti.

Al di là della discussione generale sulla linea da adottare, c’è da considerare il fatto che Giacomelli non è nuovo ad errori condizionanti. Due su tutte sono le occasioni nelle quali il direttore di gara ha fatto scattare una polemica durata giorni: Napoli-Atalanta dello scorso anno e Lazio-Torino del 2017.

Napoli-Atalanta

Websource

Quella tra i partenopei e gli orobici è stata una partita particolarmente nervosa e fisica. A mettere il match sul piano dell’intensità fisica è stata l’Atalanta, ma a renderla nervosa sono state le decisioni di Giacomelli. Prima non ha fischiato un rigore solare su Llorente (placcato da Kjaer) e poi non ha espulso Pasalic per una pedata sulla nuca a Callejon.

A quel punto l’incontro è diventato ingestibile, con i calciatori di entrambe le parti che entravano duri nei contrasti e cercavano pretesti per scontri verbali. La ciliegina sulla torta è stata l’espulsione di Ancelotti. Il tecnico era entrato in campo per placare i suoi dopo il rigore non concesso ed è stato espulso. Nel dopo gara l’allenatore ha rivelato: “Giacomelli? Mi ha detto ‘aiutami a sistemare le cose’, io gli ho chiesto ‘ma non hai il dubbio che possa essere rigore?’ e mi ha buttato fuori”.

Lazio-Torino

Websource

Per giungere sino a questo incontro dobbiamo andare indietro sino al 2017. Anche in questo caso si è trattato di un incontro teso, nel quale i piemontesi hanno avuto la meglio portando a casa una vittoria. A recriminare in questo caso è stata la Lazio, prima per un rigore non concesso: Iago Falque toccò il pallone con una mano in area, ma Giacomelli decise che si trattava di un contatto involontario senza controllare il Var. Successivamente per l’espulsione di Ciro Immobile: l’attaccante è stato espulso per un fallo di reazione su Burdisso. Il difensore non venne nemmeno ammonito,, sebbene fosse palese che avesse spinto l’avversario alla reazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.