Tutto quello che c’è da sapere sul Bonus mamma e sull’Assegno unico universale


Il Bonus mamma è una misura di sostegno alla natalità e alla genitorialità, ma l’entrata in vigore dell’assegno unico ha inciso non poco sulla sua sopravvivenza. Ecco cosa è successo e come viene ancora erogato in favore delle mamme.

L’assegno unico è la grande novità di quest’anno. La sua attivazione ha fatto, però, tabula rasa di molte altre misure che già esistevano ed erano rivolte a casi e categorie specifiche del contribuente italiano. Il Bonus mamma è stato, ed è, un incentivo utilissimo per molti nuclei familiari, consistente in un contributo di 800 euro alla nascita di un neonato. Ora, dallo scorso 28 novembre, è giunta notizia della sua soppressione, anche se ancora ne possono beneficiare le donne che a quella data si trovavano già al settimo mese di gravidanza

 

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Pertanto il Bonus mamma spetta anche ai nati fino allo scorso mese di febbraio, con buona pace dell’entrata in scena dell’Assegno unico. La misura è valida anche in caso di adozione nazionale o internazionale di un minore e di affidamento preadottivo nazionale.

Il Bonus mamma e l’Assegno unico universale: come richiederlo

Venuti meno i diversi bonus validi fino all’anno passato, ecco sopraggiungere l’Assegno unico universale. Come appena accentato il passaggio del testimone tra il Bonus mamma e l’Assegno unico è già stato decretato. Per richiederne la prestazione occorrerà presentare domanda all’INPS, dopodiché si potrebbe usufruire di contributo estensibile fino a 175 euro mensili a figlio. Sempre che l’ISEE non superi i 15 mila euro annui.

 


Per un maggiore approfondimento in materia, è stato creato un portale istituzionale (Assegno Unico Italia) all’interno del quale poter capire come accedere all’incentivo e simulare l’importo previsto caso per caso.
Ancora, oltre che sul sito INPS, l’Assegno unico si può richiedere anche attraverso il contact center dell’Istituto previdenziale o rivolgendosi ai patronati territoriali, i quali si faranno carico di sviluppare la pratica. In ogni caso sarà sempre necessario essere in possesso di del Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) o di una carta d’identità elettronica e di quella Nazionale dei Servizi.