Perché le dita in acqua dopo un po’ di tempo raggrinziscono? Il motivo che non si immagina


Sin da piccoli ci siamo accorti che giocando con l’acqua le dita raggrinziscono. Il vero motivo non è però quello che ci hanno sempre spiegato. Vediamo allora qual è..

I polpastrelli raggrinziti non sono un bel vedere e inoltre sono anche un po’ fastidiosi. Quando eravamo piccoli ci guardavano le mani per vedere quanto tempo fossimo rimasti in acqua a giocare. Era quello nell’immaginario collettivo il livello di guardia se tenere un bambino ancora in acqua o farlo venire via di lì precipitosamente.

A distanza di tempo, forse non ci siamo mai chiesti da cosa fosse causato quell’effetto di rughette sui palmi delle mani bagnate. Certamente la motivazione vi stupirà. E’ stata infatti subito smontata l’ipotesi di un processo di scambio di acqua tra l’interno e l’esterno del corpo tramite osmosi, tale da raggrinzire la pelle delle mani. Vediamo allora qual è la reale motivazione scientifica.

Per quale motivo le mani raggrinziscono

Già quasi 100 anni fa alcuni scienziati avevano indagato che in caso di danni al sistema neuronale, le dita non si raggrinzivano più. Questo aspetto ha destato l’ipotesi che il risultato di cui si parla potesse avere un vero e proprio scopo. Le dita raggrinzite infatti ci permettono di avere una presa più aderente delle cose, se vogliamo al pari di quando abbiamo le mani asciutte. Questo aspetto è stato confutato nel 2013 dai ricercatori dell’Università di Newcastle. Si tratta in altre parole di una capacità evolutiva del corpo umano che consiste nel riuscire ad afferrare qualsiasi cosa, anche sott’acqua, nonostante le mani bagnate.

Lo studio inglese non ha tuttavia svelato in dettaglio il processo di cambiamento fino allo stato “anfibio”. Ma un ulteriore indagine ha dimostrato l’ingegnosità della nostra pelle di regolare la forza per stringere con le dita gli oggetti, tanto da non esserci alcuna differenza tra compiere il gesto con le mani bagnate o asciutte, e questo è dato dalla sensibilità tattile per nulla inficiata dall’acqua.

Dunque le motivazioni del fenomeno risiedono ben altrove che non nei soliti luoghi comuni della nostra infanzia, quando ammollo ci dicevano di uscire dall’acqua perché avevamo raggiunto la soglia di sopportazione per il  nostro organismo.