Duca Amedeo di Savoia e Vittorio Emanuele: cugini dal rapporto difficile

E venuto a mancare ieri nella sua Arezzo il Duca Amedeo di Savoia, il Principe che si è sempre occupato degli affari della casa reale è stato stroncato da un infarto ma da tempo non stava bene, in questi giorni era stato ricoverato per sottoporsi all’ennesimo intervento chirurgico. Personaggio noto, che nella sua vita ha goduto di credibilità tra i reali europei e non solo ha sempre avuto un rapporto contrastante con il cugino Vittorio Emanuele che ha da sempre rivendicato il diritto di gestire i beni dei Savoia come erede diretto.

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Duca Amedeo di Savoia: “Non mi fa piacere parlarne…”

In una recente intervista il Duca Amedeo di Savoia ha raccontato di quando durante il ricevimento del matrimonio del Principe Felipe, oggi Re di Spagna, lui lo salutò e Vittorio Emanuele lo aggredì facendogli fare una brutta figura: “Ho visto mio cugino, era voltato, gli ho battuto con la mano sulla spalla per salutarlo. Lui si è girato e mi ha mollato all’improvviso due cazzotti. Io non ho reagito…“. Il duca ha anche rivelato di non parlare con piacere del cugino, fra loro l’astio risale ad un passato lontano: “Non mi fa particolarmente piacere parlarne…”

Il Duca d’Aosta ammise anche che Vittorio Emanuele gli intimò anche di non usare il suo cognome e questo perchè aveva depositato marchi e brevetti: “Faccio notare che Savoia Aosta è molto semplicemente il mio cognome, su tutti i documenti questa è la dizione ufficiale. Ho trovato la vicenda un’assurdità.” Lo scomparso Principe non negò mai che come Vittorio Emanuele anche lui si è battuto affinché terminasse l’esilio degli ex reali d’Italia, ma evidentemente i suoi gesti sono stati fraintesi.

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Due consulte, due legittimi eredi al trono

Il Duca D’Aosta in più occasioni ebbe modo anche di spiegare la questione della legittimazione alla successione dinastica espressa da una consulta ufficiale. La famiglia del Duca era stata riconosciuta come erede ufficiale in quanto Vittorio Emanuele  sposando Marina Doria avrebbe perso ogni diritto di successione:

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“Perché il nodo è questo: non il fatto di aver sposato una borghese ma l’obbligo del consenso paterno.Vittorio Emanuele e famiglia non hanno riconosciuto la decisione dell’unica Consulta legittimata a decidere in merito: “Quanto alla Consulta c’è solo quella voluta e nominata da re Umberto per dirimere le questioni dinastiche. L’altra è una sorta di associazione privata voluta da mio cugino.” Un contrasto mai risolto e che oggi dovrà essere affrontato dal figlio del Duca D’Aosta.

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