Conti correnti, arriva una stangata: come correre ai ripari

Quali sono i possibili risvolti delle nuove politiche della BCE sui nostri conti correnti? Ecco alcune ipotesi e come eventualmente ottemperare all’aumento dei costi di gestione.

Le ultime notizie dalla Banca Centrale Europea

Nelle ultime ore, sotto la lente di ingrandimento di analisti ed esperti delle politiche bancarie, sono finite le indiscrezioni sulla nuova politica della BCE sull’argomento. Le banche, infatti, potrebbero ben presto rivedere i loro piani di pagamento su diversi servizi offerti ai loro clienti. In particolar modo, i proprietari di conti correnti, potrebbero ricevere un’amara sorpresa. Ma andiamo con ordine e proviamo a capire cosa sarebbe possibile eventualmente fare nel caso di aumenti. Ribadiamo che, al momento, si tratta di indiscrezioni provenienti da Bruxelles. Nel 2020, i costi dei conti correnti hanno subito un incremento di circa l’88,5% rispetto all’anno precedente.

Si parla di tutti i servizi correlati, come le spese per il mantenimento del conto, i prelievi bancomat, l’emissione di assegni e bonifici e altro. Dal 1° gennaio del 2022, il limite del contante verrà portato a 999,99 euro e ciò, verosimilmente, aumenteranno i pagamenti elettronici. Utilizzeremo di più bancomat, bonifici e altro. Correlativamente, dovrebbero dunque aumentare le spese di gestione dei conti correnti. Attualmente, le commissioni per queste operazioni variano da un istituto bancario all’altro, da un minimo di 1,50 euro ad un massimo di 3,50 euro. 

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La soluzione degli istituti

Dunque le banche, per ottemperare ai tagli degli interessi, potrebbero rivalersi sui conti correnti degli loro clienti. Si ipotizza l’addio ai conti correnti a zero spese, molto utilizzati negli ultimi anni e di norma preferiti dai giovani. Un ipotetico aggravio delle spese bancarie potrebbe influire notevolmente sui nostri risparmi. Nei casi limiti, con pochi movimenti sul conto, sarebbe opportuno pensare ad una sua chiusura.

Dunque, cosa fare? Le stesse banche consigliano ai loro clienti l’acquisto di azioni o titoli. Oppure l’investimento in fondi previdenziali e di risparmio, servizi di norma offerti dallo stesso istituto. In tal modo, si potrebbero gestire i costi aumentati del conto corrente.

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