Regioni rosse e arancioni: ultimi aggiornamenti

Da mercoledì anche l’Abruzzo diventa zona rossa. Piemonte e Lombardia potrebbero diventare arancioni

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Nuove chiusure nelle regioni

In questa settimana potremo vedere cambiare ancora la geografia dei lockdown in Italia. L’andamento dell’epidemia che sta rallentando potrebbe portare infatti ad un allentamento delle misure in alcune regioni, mentre in altre lo scenario opposto imporrà provvedimenti più severi.

Nella media nazionale stiamo assistendo al raggiungimento del plateau: il contagio ha ora un ritmo di propagazione più lento, la discesa sembra dunque ormai vicina. Ma la situazione presenta differenze sostanziali fra le varie regioni. Sul banco del Ministero della Salute ci sono in questi giorni tre regioni: Abruzzo, Puglia, Piemonte e Lombardia.

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La flessibilità che il governo ha imposto all’Italia nell’ultimo DPCM per contenere la diffusione della pandemia da Covid è fatta di cambio di colore. Dove le cose vanno meglio e i contagi rallentano si riapre, dove invece le cose vanno peggio si chiude. Si passa così da rosso ad arancione e viceversa. Un modo per non condannare l’economia e preservare la salute.

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Le regioni che passano a zona rossa

Per stabilire se una regione può cambiare colore, ovvero essere assoggettata ad un regime più o meno rigido, il Comitato Tecnico Scientifico valuta i dati di 21 parametri dal famoso RT ai posti letto disponibili ai fattori di rischio. Decisione presa in concerto con i governatori.

Appena qualche giorno fa sono diventate regioni rosse la Campania e la Toscana, ora tocca all‘Abruzzo. Nei prossimi giorni potrebbe toccare alla Puglia.

Abruzzo diventa zona rossa

L’ordinanza firmata dal presidente della Regione Marco Marsilio è stata confermata dal Ministro della Salute Roberto Speranza. Da mercoledì 19 novembre l’Abruzzo diventa regione rossa. Non verrà però applicata la didattica a distanza per le medie e le elementari che continueranno in presenza.

Dunque per i prossimi 15 giorni sarà vietato entrare ed uscire dalla Regione e spostarsi dal proprio comune. Chiusi i negozi al dettaglio ad eccezione di farmacie, edicole e supermercati. Stop anche a bar e ristoranti che potranno operare solo d’asporto o a domicilio. Sospesa anche l’attività sportiva.

Puglia zona rossa: si aspetta il Governo

Un’altra regione che potrebbe diventare rossa è la Puglia. I medici lo chiedono fortemente, ma il presidente Emiliano frena e chiede l’intervento del Governo. Secondo il DPCM il Ministro della Salute può spostare il regime di una regione, ma anche il governatore può intervenire, anticipando dunque le mosse di Roma, e firmare un’ordinanza restrittiva come ha fatto Marsili in Abruzzo.

Al momento il governatore Michele Emiliano non sembra intenzionato a prendere questo tipo di decisioni, nonostante il pressing dell’Ordine dei Medici e della Federazione dei Medici di Famiglia. Quest’ultimo tramite Nicola Gaballo ha rivelato: “Il sistema del 118 in Puglia è già oggi al collasso. Se vogliamo evitare altre morti, occorre rendere subito la regione zona rossa”. Anche l’assessore alla Sanità della Puglia nonché epidemiologo Lopalco chiede un lockdown.

Le regioni che possono diventare arancioni

Sono state le due regioni che due settimane spaventavano tutti con i loro numeri impietosi. Ora la situazione sembra decisamente sotto controllo, tanto che circola l’ipotesi che Piemonte e Lombardia potrebbero diventare regioni arancioni nei prossimi giorni.

I dati sono sul tavolo del CTS e del Ministero della Salute: da quattro giorni queste due regioni hanno numeri da regioni arancioni. Il trend deve però continuare per altri 10 giorni. Se infatti zona rossa lo si può diventare subito, il passaggio opposto richiede delle sicurezze: almeno due settimane di dati incontrovertibili.

Il Ministro della Salute Speranza disse che era auspicabile che le prime regioni a diventare arancioni fossero proprio quelle per prime diventate rosse. E se tutto venisse confermato fra 10 giorni in Lombardia e Piemonte si potrà circolare senza obbligo di autocertificazione.

La mappa delle regioni rosse, arancioni e gialle

L’Italia è stata suddivisa secondo tre aree di rischio epidemiologico: giallo (rischio moderato), arancione (rischio elevato), rosso (rischio critico). Per ogni area ci sono delle restrizioni che sono progressivamente più severe. Come abbiamo detto 21 parametri sono presi in esame per stabilire l’appartenenza di una regione ad una data area.

Il 3 novembre giorno del DPCM che ha istituito questa disposizione solo 4 regioni erano rosse e 2 arancioni. Ora la situazione vede solo 5 regioni essere gialle. La situazione però è in continua evoluzione.

Regioni Rosse: Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Calabria, Provincia autonoma di Bolzano, Campania, Toscana e da mercoledì 19 anche l’Abruzzo,

Regioni Arancioni: Puglia, Sicilia, Emilia-Romagna, Marche, Friuli Venezia Giulia, Basilicata, Umbria, Liguria.

Regioni Gialle: Lazio, Sardegna, Molise, Veneto e Provincia di Trento.