Covid, Pregliasco: “A Natale prudenza, c’è il rischio di una terza ondata”

Pregliasco ha spiegato che la curva si sta appiattendo, ma anche che per evitare una terza ondata c’è bisogno di prudenza a Natale.

Il virologo pregliasco chiede prudenza a Natale per evitare la terza ondata (Websource)

Il bollettino condiviso quest’oggi mostra un’ulteriore flessione nella crescita dei contagi: sono 27.354 i nuovi positivi su 152.663 tamponi. La decrescita dunque è legata al numero minore di tamponi esaminati. Il tasso di positivi per tampone è salito al 17,9%, ma anche questo dato è influenzato dal minor numero di tamponi effettuati. Diminuisce anche il numero di ricoveri in terapia intensiva (oggi +70 rispetto a ieri) e quello dei decessi (oggi 504).

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Sui numeri degli ultimi giorni si è espresso questa mattina ad ‘Agorà‘ il virologo Fabrizio Pregliasco: “Le misure prese e il loro rispetto da parte di tutti noi hanno determinato uno schiacciamento della curva dei contagi. Non siamo più su una montagna ma su una collina: speriamo in un ulteriore abbassamento nei prossimi giorni”. Ciò che conta, ha spiegato il virologo, è l’indice Rt che in questi giorni oscilla tra 1,4 e 1,7. Affinché la diffusione si “spenga”, dovrà essere abbassato sotto l’1.

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Pregliasco: “A Natale prudenza per evitare la terza ondata”

Se la decrescita dovesse essere confermata dai dati delle prossime due settimane, c’è la possibilità che per dicembre e per il periodo delle festività natalizie possa esserci qualche limitazione in meno. Tuttavia lo stesso Pregliasco avvisa gli italiani: “Sicuramente ci sarà un allargamento delle possibilità di movimento ma dovrà essere un Natale sobrio: un ‘liberi tutti’ ci porterebbe ad una terza ondata”.

Per evitarla ci sarà bisogno della collaborazione di tutti. Solo se avremo imparato a convivere con la pandemia ci sarà la possibilità di evitare un riacutizzarsi della diffusione. Questo almeno per l’inverno che ci attende, successivamente si spera di poter contare sull’arrivo del vaccino. Le prime dosi, stando a quanto rivelato da Franco Locatelli, dovrebbero giungere a metà gennaio. Queste saranno sufficienti per vaccinare 14 milioni di italiani, ovvero gli operatori sanitari e le fasce più deboli.

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