Nuovo DPCM, quando entra in vigore e tutte le misure

Il nuovo DPCM verrà firmato martedì. Ecco tutte le misure e i nodi che rimangono da sciogliere

conte
Il premier Giuseppe Conte firmerà il nuovo DPCM martedì

Governo e Regioni continuano a discutere sulle misure del prossimo DPCM. Molti i nodi ancora da sciogliere tanto che è probabile che la firma slitti a martedì. Sul tavolo c’è la questione del coprifuoco nazionale alle 18, il divieto di spostamento fra regioni, la chiusura dei centri commerciali nel weekend, le limitazioni agli over 70. E poi c’è il braccio di ferro fra Conte che vorrebbe dei lockdown mirati in alcune zone e le Regioni che vogliono invece regole nazionali. Ma molto è già deciso.

Domani Conte riferirà in Parlamento l’orientamento di questo nuovo DPCM e poi tornerà a parlare con le Regioni. Secondo fonti vicino alla maggioranza la firma sul testo non arriverà dunque prima di martedì. L’entrata in vigore sarà posticipata verosimilmente al 4 o 5 novembre onde evitare che le persone scappino dalle zone a rischio, come successe lo scorso marzo.

Le misure del nuovo DPCM

Che il nuovo DPCM contenga misure più severe è chiaro a tutti dato che la curva epidemiologica non accenna ad abbassarsi. Il premier Conte vorrebbe però modulare queste misure sulla base territoriale di diffusione del Covid, mentre i Governatori delle Regioni auspicano un provvedimento nazionale. L’ipotesi è che ci siano alcune misure per tutta Italia e alcune più severe per le regioni più critiche che al momento sono Lombardia, Piemonte e Calabria.

“In queste 48 ore – le parole del ministro Speranza riportate dall’Ansa – costruiamo insieme il Dpcm su due orizzonti: misure nazionali e misure territoriali. Sul primo punto è vigente l’ultimo Dpcm, possiamo anche alzare l’asticella nazionale su alcuni punti condivisi e su alcuni territori alziamo i livelli di intervento”.

“La scuola e l’eventuale attivazione di periodo di Dad non è un totem intangibile – ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Franco Locatelli a ‘Che Tempo che fa’ – In situazioni di alcune realtà territoriali in cui si vuole ottenere una flessione della curva, può essere una misura da considerare”.

Quando RT, ossia l’indice di contagio, raggiunge certi livelli automaticamente dovrebbero scattere delle misure. Il livello di allarme è quando RT raggiunge 1. Ora abbiamo 11 ragioni a 1.5 e 2 regioni a 2. “Il documento dell’Istituto superiore di sanità e il sistema di monitoraggio che abbiamo condiviso con scienziati e Regioni ha una serie di ipotesi che devono scattare automaticamente” ha spiegato Boccia.

Lo spostamento fra regioni è una delle misure certe che saranno adottate nel prossimo DPCM.

Tra le misure che ci saranno nel DPCM a livello nazionale:

  • stop allo spostamento fra regioni
  • chiusura dei centri commerciali nei weekend
  • chiusura alle 18 di tutte le attività tranne farmacie e generi alimentari

Nelle aree più a rischio, oltre alle precedenti:

  • chiusura di bar e ristoranti anche a pranzo
  • stop ai musei
  • Smart working per tutta la pubblica amministrazione
  • Didattica a distanza anche per seconda e terza media

 

 

 

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