Vertice di governo, possibile stretta. Conte: “Vogliamo preservare la didattica in presenza”

Il governo sta valutando in un vertice quali misure applicare nei prossimi giorni per interrompere la crescita dei contagi.

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La sensazione che tutti gli italiani hanno in questo momento è che ci si trovi di fronte ad un imminente quanto inevitabile lockdown. Sebbene il governo stia cercando in ogni modo di attuare nuovamente questa misura, l’andamento del contagio indica che c’è la necessità di agire in fretta ed in maniera decisa. La Francia, la Germania, il Belgio e la Gran Bretagna hanno già adottato misure più rigide, e la Spagna si appresta a delle chiusure regionali per evitare la quarantena generalizzata.

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Ad una settimana di distanza dall’ultimo dpcm, quello che prevede le chiusure dei locali notturni, dei teatri, dei cinema, di piscine e palestre, il governo sta affrontando un vertice al termine del quale si deciderà se applicare e quando applicare ulteriori restrizioni. Il ministro degli Esteri Di Maio ha già anticipato che il prossimo decreto sul Covid sarà ancora più restrittivo. Conte non lo ha negato, ma ha ribadito ancora una volta che il lockdown generalizzato, finché possibile, sarà evitato.

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Conte: “Abbiamo lavorato tanto per mantenere la didattica in presenza”

Una delle restrizioni più temute dagli italiani è la chiusura dei plessi scolastici e la didattica a distanza. In quel caso, infatti, alcuni genitori sarebbero costretti a prendersi giorni di ferie o comunque a lasciare nuovamente il lavoro anche se questo non fosse colpito dalle misure restrittive. Una prospettiva che fa paura a milioni di italiani, già danneggiati in maniera pesante dal primo lockdown. Una prospettiva che è diventata già realtà in Campania, dove il governatore De Luca ha deciso di sospendere la didattica in presenza per via dell’alto numero di contagi nel mondo della scuola.

In tal senso il premier Conte – in un video pubblicato su ‘Repubblica‘ – ha voluto assicurare gli italiani che si farà il possibile per evitarlo. Non solo perché comporterebbe un disagio a quei genitori che dovrebbero badare ai figli piccoli, ma anche perché il governo crede nel valore della didattica in presenza per la crescita degli studenti: “La didattica a distanza rischia di oscurare il valore formativo della relazione interpersonale. I ragazzi e le ragazze a scuola diventano uomini e donne e creano i presupporti per questa formazione culturale, relazionale umana perché interagiscono”.

Il governo farà il possibile, dunque, per evitare la sospensione della didattica in presenza, obiettivo per cui si è lavorato per tutta l’estate: “Abbiamo investito molto nel mondo della scuola – dall’inizio dell’anno 8 miliardi – ecco perché abbiamo lavorato tutta l’estate per poter assicurare la sicurezza, ai ragazzi di poter interagire contemporaneamente, in presenza”.

Il rischio dell’ineluttabilità

In conclusione di messaggio, però, Conte fa capire che è possibile che non ci sia nulla da fare per impedire la sospensione della didattica in presenza. Il premier lo fa sottolineando la crescita incontrollabile del numero di positivi: “Detto questo dobbiamo prendere atto che la curva epidemiologica sta subendo un’impennata così ripida che rischia di mettere in discussione anche la didattica in presenza”.

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